Lettera aperta ai CdR

         Circolavano programmi e inviti di una associazione che  si definiva “non riconosciuta” che organizzava corsi per la formazione di Commissari di Ring, alla presenza di un GIUDICE e di un DELEGATO ENCI, presenze queste  definite obbligatorie per la credibilità del corso stesso, i nomi erano celati dietro al “da designare” per cui a posteriori si sa chi ha accettato.

 

            L’ENCI non ratifica  nessuno del Corpo degli Esperti a prestare la collaborazione in eventi organizzati da una associazione “ in via di riconoscimento” ma mai riconosciuta.  Chi l’ha fatto ha rischiato in proprio.

            Nessun regolamento  permetteva e permette le licenze  prese in certe manifestazioni, far parte dell’organizzazione,  far parte della  associazione (non riconosciuta) dei CdR , accettare la  nomina di delegato ENCI contemporaneamente, nella stessa, medesima manifestazione!  Presentare il proprio cane e, nello stesso giorno essere CdR anche nello stesso ring se è il caso,  ignorando quell’etica che è pretesa per i Giudici ai quali i CdR  di cui sopra volevano essere equiparati

            Purtroppo il  codice deontologico non è stato sufficiente a salvaguardare il buon nome del corpo degli esperti di cui mi onoro di far parte, agli occhi dell’utente e tutti coloro che non hanno  accettato questa disinvoltura, possono stare certi che la figura del CdR non ha perso la sua credibilità solo perché strumentalizzata. 

            Essere un CdR e far parte domani del Corpo degli Esperti  significa avere un mezzo per crescere, vivendo nel proprio ruolo, e qualora fosse il trampolino di lancio per  raggiungere una meta,  ben venga se usato senza strumentalizzare persone ignare, nel rispetto delle regole che tutti vogliamo accettare.  

Il corpo giudicante ha esigenza di avere collaboratori sulla cui discrezione e  professionalità poter contare quindi le organizzazioni devono avere a disposizione persone  mosse da interesse cinofilo, ma si può chiedere di rinunciare a essere espositore per fare il CdR?

 

            Accettando che chi espone oggi, possa fare il Cdr domani e viceversa,  dobbiamo esigere un comportamento tale che NESSUNO possa permettersi di pensare che siano in essere interessi personali.

           

            Non sarà un sorriso o una stretta di mano che faranno gridare allo scandalo ma la subdola consapevolezza di voler essere i più furbi non sarà tollerata! Per il rispetto di se stessi, del corpo giudicante, degli espositori, il codice deontologico osservato dai giudici, deve essere oltremodo osservato dai CdR. 

            La PROPOSTA potrebbe essere: Albo dei CdR depositato in ENCI.  Mettendo fine ad ogni strumentalizzazione. Chi non osserva il codice etico - deontologico passibile di censura e radiazione.

            E se tessera dovrà essere sia un tesserino di riconoscimento per cui ogni interlocutore sappia con chi sta interagendo, al di fuori di ogni associazione o caporalato.

            L’ENCI pur non essendo responsabile  può perdere momentaneamente di credibilità  e quando certi fatti, sotto gli occhi di tutti. diventano spudoratamente eclatanti, necessita  fare un distinguo. 

                                                  Luisa Salinas Dodino